FRANCESCO A TESTA IN GIU'

 

..Poi stetti ancora un po' e uscii dal mondo

Francesco non sta cercando Dio lassù o nel chiuso 
del suo cuore, lo va a cercare ovunque, 
lo va a stanare nel mondo che già c’è; Francesco 
sceglie la strada dell’asino che porta in 
groppa il monaco; non vuole costruire una 
chiesa, ce ne sono già troppe, chiede soltanto 
di essere libero di abitare Dio ovunque.

E' stato il recital più importante messo in scena  dalla Crazy Company in questi anni. Prendendo spunto da poche vicende, la svestizione, il rapporto con Chiara, il viaggio in Oriente, l'invenzione del presepe, si descrive la figura di un uomo semplice e visionario dilaniato tra sogno e realtà, partigiano della povertà in perenne conflitto con il mondo, fomentatore di pace che auspica l'abbraccio tra Oriente e Occidente;  un linguaggio immaginifico che  rende capace di farsi capire dagli umili e di trattare con i potenti.
Perché in fondo Francesco, che conta migliaia di chiese a lui intitolate e milioni dì adepti in tutto il mondo, è stato nominato santo suo malgrado.

Un racconto toccante, emozionante, a tratti scanzonato.

Tratto dall'omonimo testo di Marco Baliani e Felice Coppa, raffigura un Francesco completamente diverso da qualsiasi altra interpretazione.

Unica esibizione nella Chiesa Parrocchiale di Sarnico venerdì 20 Dicembre 2000.
E poi ripreso nel 2009 con musiche riviste da Luca Taverna.

"Tre anni fa, ho incontrato Francesco d'Assisi, ero in Grecia in un paesino dalle parti del monte Athos, ci sono degli strapiombi, molto alti, di roccia; lassù in cima hanno costruito i monasteri. 
I monaci che decidono di ritirarsi lassù si isolano dal mondo; a un certo punto, su per un viottolo che portava fuori paese, in salita vedo, un monaco in groppa ad un asino.  ...Ecco... quell'asino, era Francesco d'Assisi... l'asino, non il monaco. No, non voglio dire che l'asino, quell'asino era proprio Francesco, ma quello che l'asino era, che faceva in quel momento, c'era tutto lo spirito di Francesco d'Assisi.

...Alla fine, lasciandomi andare le mani, Francesco mi aveva sorriso con negli occhi una specie di, di lontananza dolce, come un rimpianto, e solo ora, in questa notte …di capelli perduti ho inteso davvero il suo sguardo.
I nostri incontri sono finiti, per sempre, da ora per me inizia una nuova vita  Francesco piano piano, si allontanerà da me. Io, sento un brivido mentre lo penso, eppure è così, lo sento … lo sento da come si affretta a tagliare 
l’ultima ciocca. D’ora in avanti sarò sola, con una strada davanti ancora tutta da costruire.
Guardo a terra il mare dorato dei miei capelli, e, mi sento girare le testa.  

...non era più importante arrivare ora, fra Ginepro non era arrivato in ritardo, non lo era mai stato. 
Quello, era l’ultimo regalo che Francesco gli aveva donato: poter assistere lui da solo, da lontano a quel miracolo di piume e trilli che coprivano la Porziuncola, che chiudevano gli occhi di Francesco con mille colpi d’ala di scuri angeli piumati …allodole, allodole gli uccelli preferiti da Francesco, allodole a centinaia ora gridavano come nascesse un’alba …mai vista.

...Sessant’anni dopo la sua morte Giotto comincia ad affrescare le pareti della basilica e crea un capolavoro di immagini in sequenza: per quei tempi un vero e proprio film; chiunque entrava nella basilica poteva seguire, istruirsi passo passo sulla vita di un essere eccezionale. Ma Giotto non dipinse il vero Francesco, non potrebbe neppure farlo, per creare il suo capolavoro si ispira all’unica storia da lui conosciuta, all’unica biografia ufficiale esistente quella scritta da Bonaventura da Bagnoregio, tutti gli altri scritti precedenti su Francesco le due biografie di Tommaso da Celano, la leggenda perugina, la leggenda dei tre compagni, per ordine dello stesso Bonaventura sono stati fatti scomparire, bruciati, distrutti.

Per scrivere la vita di un santo serve una sola storia, non ne servono tante; serve una vita  esemplare a senso unico.

Ma alcuni frati disobbediranno a questo ordine di distruzione, così nell’800 abbiamo potuto ritrovare alcuni di quegli scritti più antichi forse più vicini alle vera vita di Francesco d’Assisi.

Vera… la verità poi in fondo è sempre quella che desideriamo, no? Quella che ci fa battere il cuore e e ci fa nutrire l’anima. E anche noi stasera qui, abbiamo, in fondo raccontato il nostro Francesco. Ci sono tanti Francesco che abitano negli affreschi di Giotto come nel più sperduto degli eremi, dentro il racconto di un fioretto e nei tanti film a lui dedicati. Forse il vero Francesco di Assisi resta imprendibile, resta un mistero e forse è meglio così, così ognuno può cercarlo a modo suo. Lo può cercare in quei tanti posti nel mondo dove, riuscire a vivere, è una specie di miracolo quotidiano; oppure lo si può cercare in quella che Pisolini chiamò “la straziante bellezza del creato”, ecco oggi è forse quello il posto dove andarlo a cercare Francesco: nel mondo delle cose create, nel miracolo di un prato fiorito, nel volo di un falco pellegrino, nel cielo stellato di questa fredda notte di dicembre".